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lunedì 1 settembre 2014

Nei villaggi dove nasce la rabbia di Israele: Gush Etzion




                   Beitar Illit, Gush Etzion

 Reportage di Maurizio Molinari

A meno di cento metri dall'entrata di Mon Shvut c'è la «trampeada» dove è niziato l'attuale conflitto fra Hamas e Israele. 
La «trampeada» è il posto dove i residenti di Gush Etzion fanno il «tramp» - ovvero l'autostop - per spostarsi in un'area dove i trasporti pubblici sono quasi inesistenti. 
Fu qui che alle 22,30 del 12 giugno gli adolescenti Eyal Yifrah, Naftali Frenkel e Gilad Shaer salgono a bordo dell'auto-trappola di Hamas, dove vengono uccisi poco dopo il sequestro. 
Venire su queste colline, a metà strada fra Gerusalemme e Hebron, serve a comprendere in quale misura il blitz di Hamas ha ferito Israele e dunque, di conseguenza, l'entità della resa dei conti militare ancora in corso nella Striscia di Gaza. Ciò che distingue Gush Etzion - il «Blocco di Sion» - è l'essere un gruppo di insediamenti che, pur trovandosi topograficamente in Cisgiordania, è considerato dagli israeliani parte integrante di Gerusalemme e di Israele. 
Per scoprirne il motivo bisogna attraversare il cancello giallo di Kfar Etzion - attaccato ad Mon Shvut - dove nel 1927 un gruppo di ebrei immigrati dallo Yemen tenta per la prima volta di costruire un insediamento nei pressi delle grotte dove i Maccabei si rifugiarono per sfuggire agli ellennizzanti e dove Bar Kochbà sfidò le legioni di Roma. 
L'intenzione degli yemeniti è di «proteggere Gerusalemme a Sud» ma si arena davanti all'ostilità del terreno roccioso che anche nel 1935 ostacola i fondatori di Kfar Etzion. 
La svolta arriva nel 1943 quando un gruppo di ebrei cecoslovacchi e ungheresi, riusciti a sfuggire alla Shoah, domano le colline di pietra grazie a una rudimentale coltivazione a terrazze. Cinque anni dopo il Gush Etzion è un insieme di quattro insediamenti, somma oltre 500 adulti e 50 bambini, e grazie all'agricoltura inizia a essere un tassello della Gerusalemme ebraica ma viene travolto dalla Legione Giordana 24 ore prima della proclamazione dell'indipendenza di Israele. La Legione infatti, sostenuta dai volontari dei villaggi arabi locali, conquista il Gush uccidendo 240 difensori, catturandone altri 260. Kfar Etzion cade il 13 maggio 1948 e i vincitori ne fanno scempio: ogni edificio è raso al suolo, i difensori che si arrendono sono passati per le armi e i cadaveri delle vittime - in gran parte civili - restano per oltre un anno esposti alle intemperie sul luogo della battaglia. 
Figli e nipoti delle vittime, anno dopo anno, si alternano assieme ai pochi sopravvissuti sul Monte Herzl per osservare da lontano con potenti binocoli - nell'anniversario della caduta - il luogo della strage, identificandola con la quercia solitaria presente su questo colle da almeno 700 anni. Quando nel 1967 gli israeliani conquistano la Cisgiordania, sono gli stessi sopravvissuti e discendenti a ricostruire il Gush distrutto. 
E un nuovo inizio che dà origine all'attuale blocco di 18 insediamenti, per un totale di 20 mila residenti, la cui caratteristica è di ospitare accademie rabbiniche e vigneti, scuole di trekking e parchi turistici, zoo biblici e start up di alta tecnologia in quello che assomiglia ad un microcosmo della società israeliana. Con una caratteristica in più: la maggioranza dei residenti sono «datim-leumim», nazional-religiosi, ovvero appartengono a quei gruppi di ebrei osservanti che hanno generato i «modern-orthodox» divenuti la tendenza di maggiore successo nell'ebraismo americano. La genesi è nel pensiero di Abraham Isaac Kook, primo rabbino capo ashkenazista della Palestina sotto mandato britannico, favorevole a coniugare ortodossia e modernità, che si studia anche nella yeshivà «Mekor Chaim» di Rabbi Adin Steinsaltz frequentata proprio da Eyal, Naftali e Gad. «Se quando nacque, Israele aveva la sua spina dorsale nei kibbutzim laici di matrice socialista - osserva Meir Steinberg, portavoce del consiglio di Gush Etzion - oggi ad averli sostituiti sono i nazional-religiosi». Per accorgersene basta guardare le foto dei soldati dei reparti speciali in uscita da Gaza dopo la fine delle operazioni di terra: in gran parte hanno in testa la kippà «srugà» ovvero il copricapo religioso ebraico fatto a uncinetto, come usano i nazional-religiosi che si formano spesso nel movimento giovanile Benè Akivà, lo stesso frequentato dal sottotenente dei Givati, Hadar Goldin, il cui corpo esanime è stato catturato a Gaza da Hamas. Senza contare che Efrat, insediamento poco lontano da Gush Etzion, vanta la maggior percentuale di generali per abitante dell'intera nazione. La fusione fra studio della Torà (legge ebraica), servizio militare e identità sionista si rispecchia nella «Pninà Hamà» (Angolo Caloroso), una piccola baracca creata dieci anni fa sull'incrocio stradale all'entrata del Gush dove i volontari servono cibo ai soldati di passaggio, giorno e notte, ogni singolo giorno dell'anno. Fondata dalla moglie di un dottore ucciso in un agguato terroristico, è auto-gestita da un network di dozzine di volontari. Quando vi entriamo dietro al balcone ci sono due donne di 54 anni, entrambe immigrate da New York nel 1984, che servono granite al lampone e dolci di ogni tipo a soldati in transito fra Beersheva e Gerusalemme. «Ogni mattina sono le famiglie che ci portano il cibo, noi siamo qui per darlo gratis ai soldati, facendo turni di 12 ore». E i militari ringraziano lasciando le bandiere dei reparti, o le mostrine delle proprie divise, con tanto di firme, personali e collettive. 
«Pninà Hamà» è un successo tale da essere stata emulata sulle Alture del Golan, in uno degli incroci più frequentati dai soldati al Nord, e a Sud, a ridosso della zona di operazioni a Gaza. «A Gush Etzion c'è l'anima di Israele - riassume Orly Jacobovitch, medico - e dunque chi ci vive non si riconosce nella definizione di "coloni" spesso usata all'estero come anche nelle diatribe sugli insediamenti in Cisgiordania che segnano spesso i rapporti fra Israele e Stati Uniti». A pensarla nello stesso modo è Amit, che gestisce un parco di daini nella Valle di Elah, secondo il quale «su queste colline vengono ogni anno 120 mila turisti perché è uno degli angoli dello Stato dove natura e Storia si fondono di più con l'identità ebraica». 
Da qui i malumori nei confronti del governo Netanyahu «perché non autorizza più la costruzione di immobili - come afferma Meir Steinberg - provocando rincari dei prezzi che impediscono alle giovani coppie di trovare casa». 
II fatto che nella coalizione di Netanyahu vi siano almeno cinque ministri che risiedono negli insediamenti non cambia l'opinione dei residenti. «Netanyahu può fare poco - afferma Ofer, manager del ristorante del vigneto Yekev - perché deve cedere alle pressioni di Obama, il presidente più avverso a noi che sia mai stato alla Casa Bianca».

da La Stampa , Maurizio Molinari 24.8.2014

lunedì 30 giugno 2014

L'IDF trova i corpi dei tre adolescenti rapiti


Ed è giunta la notizia che non avremmo voluto sentire.
Le truppe dell'IDF questo pomeriggio hanno rinvenuto i corpi dei tre ragazzi israeliani scomparsi il 12 giugno, mentre facevano l'autostop nella zona di Hebron in Cisgiordania. 
I corpi di Eyal Yifrach, 19 anni, Naftali Frenkel, 16 anni e Gilad Shaer, 16 anni, sono stati trovati nella zona di Khirbet Aranava intorno alle 18:00 in una fossa poco profonda scavata dai loro rapitori nel wadi tra Beit Khalil e Halhul. Secondo le stime preliminari, i ragazzi sono stati uccisi immediatamente dopo il rapimento, come avevano probabilmente previsto in precedenza i rapitori.

Si ritiene che i rapitori avessero progettato di ucciderli e tenere i corpi con l'obiettivo di effettuare uno scambio con Israele. I terroristi non avrebbero rilasciato alcuna richiesta ad Israele, in linea con il modus operandi di Hamas in Cisgiordania. Poco prima dell'annuncio che del ritrovamento, l'IDF aveva dichiarato di avere intensificato le ricerche nella zona di Beit Kahil, a nord di Hebron.
Persino l'ambulanza che portava i corpi dei ragazzi via è stata brutalmente attaccata con lanci di pietre.
Quest'odio non ha giustificazioni, non ha nemmeno motivazioni.

Ha dichiarato Netanyahu “E' iniziata una sera in modo molto pesante, doloroso, abbiamo trovato tre corpi, e tutti i segni indicano che essi sono i corpi dei tre nostri giovani rapiti - Eyal, Gilad e Neftali. Sono stati rapiti e assassinati a sangue freddo da esseri bestiali.  I nostri cuori sanguinano, l'intera nazione piange con loro. Riportate i ragazzi, saranno sepolti in Israele.  Hamas è responsabile - e Hamas pagherà. Possa vivere il ricordo di tre figli benedetti"

Il viceministro della Difesa Danon: "Dobbiamo annientare Hamas"

 Questa triste notizia ci ricorda che i terroristi continuano ad agire impunemente sotto Hamas e l'Autorità palestinese.  
Ci ricorda che Hamas è un'organizzazione terroristica e non puo' trovare posto in un governo che voglia definirsi democratico, non ha posizioni negoziali, non ha metodi democratici, non ha volontà di pace.
Non vi è chi non veda chiari collegamenti tra gli atti orribili di violenza degli jihadisti in Iraq e in Siria e gli atti di Hamas, Jihad islamica e altri gruppi terroristici palestinesi.
L'educazione all'odio contro gli ebrei e agli israeliani non accenna a diminuire nei territori posti sotto l'amministrazione dell'Autorità palestinese, a Gaza e in molti altri paesi arabi. Il risultato sono violenza e omicidio. 

In queste settimane abbiamo sperato che un po' di cuore vi fosse in quei rapitori, abbiamo pregato e cercato di mantenere alta l'attenzione..non abbiamo dimanticato Eyal Naftali e Gilad  e non lo faremo neppure ora. 
Un pensiero, affettuoso, caloroso, di pronfondo cordoglio alle tre famiglie, un pensiero forte e di presenza al suo fianco a tutta Israele.
  

domenica 15 giugno 2014

Netanyahu: Hamas dietro al rapimento di Eyal, Gilad e Naftali


ynet news
pezzo di Gilad Morag e Elior Levy

Il Premier Netanyahu sostiene esserci certamente Hamas dietro il rapimento dei tre giovani studenti avvenuto nella sera del 12 giugno. Hamas smentisce, ma Netanyahu da parte sua ritiene che tali di Hamas non cambieranno la realtà e che gli uomini di hamas sono dietro il rapimento.


Il primo ministro Benjamin Netanyahu e Hamas sono stati impegnati in una guerra di parole da quando il primo ministro ha accusato l'organizzazione islamista di aver organizzato e perpetrato il rapimento di tre ragazzi israeliani, mentre il movimento palestinese ha negato e ha respinto le affermazioni di Netanyahu come "stupide".

"Questa mattina posso dire quello che ero in grado di dire ieri, prima della vasta ondata di arresti di membri di Hamas in Giudea e Samaria", ha detto Netanyahu in una speciale riunione di gabinetto. "Coloro che hanno perpetrato il rapimento dei nostri giovani erano membri di Hamas - la stessa Hamas con cui Abu Mazen (il presidente dell'ANP Mahmoud Abbas) ha fatto un governo di unità, e  questo ha gravi ripercussioni."

Hamas ha negato le accuse e definisce le dichiarazioni di Netanyahu come "stupideo". Sami Abu Zohari, il portavoce di Hamas nella Striscia di Gaza, ha osservato che gli arresti effettuati dalle truppe dell'IDF di persone di Hamas hanno solo l'obiettivo di  colpevolizzare HAmas ma non riuscirà a farlo.

In una dichiarazione alla stampa estera nel pomeriggio di Domenica, il primo ministro ha insistito che "questi adolescenti sono stati rapiti e il rapimento è stata effettuato da membri di Hamas. Le smentite  di Hamas 'non cambiano questo fatto."



"Questo attacco non dovrebbe sorprendere nessuno, perché Hamas non fa mistero del suo ordine del giorno", ha detto Netanyahu membri della stampa estera. "Hamas è impegnata nella distruzione di Israele e alla realizzazione di attentati terroristici contro civili israeliani, compresi i bambini."

Promette che Israele agirà "in tutti i modi necessari e possibili" per portare i tre ragazzi rapiti tornare a casa.

"Israele agirà contro i rapitori e i simpatizzanti del loro terrorismo. Faremo ciò che deve essere fatto per proteggere la nostra gente, i nostri cittadini, i nostri bambini e i nostri ragazzi, dalla piaga del terrorismo", ha detto.

Ha avuto anche parole dure critiche per il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas. "Invece di rispettare il suo obbligo internazionale di disarmare Hamas, il presidente Abbas ha scelto di rendere Hamas suo partner," ha detto.

Soldati israeliani hanno arrestato 80 palestinesi in Cisgiordania durante la notte di Sabato, compresi i membri di Hamas senior e legislatori palestinesi, e disposto la chiusura di Hebron e Betlemme.

Tra gli arrestati era anziano attivista di Hamas Hassan Yousef, un ex portavoce di Hamas, che è considerato uno dei leader spirituali dell'organizzazione, e membri del Parlamento palestinese Fathi Muhammad Ali Qar'awi, Hassan al-Bourini, Abdel-Rahman Zidan e Khaled Abu Arafa.

Secondo un alto funzionario militare, gli arresti hanno avuto luogo in tutta la Cisgiordania, anche in Hebron, Ramallah e Tubas.

Israele ha riferito di aver accettato l'aiuto dell'Egitto alla ricerca dei tre ragazzi israeliani mancanti - Eyal Yifrah, Gil-Ad Shaer, e Naftali Frenkel.

Secondo le fonti, descritte come "credibili", l'Egitto si e' avvicinato ad alti membri di Hamas e della Jihad islamica per discutere le implicazioni dell'incidente e per cercare di capire se gli ostaggi sono ancora vivi o meno.

Inoltre, le autorità egiziane hanno disposto forze militari a Rafah, sul confine del Sinai, Gaza, in massima allerta.

Media egiziani inoltre riferiscono che Israele sta prendendo provvedimenti, compreso l'uso di elicotteri e pattuglie, al confine del Sinai, nel tentativo di impedire l'eventuale trasferimento degli ostaggi per la penisola del Sinai e da lì alla Striscia di Gaza.

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Intanto
  • Un alto funzionario israeliano ha detto ai giornalisti, questa domenica pomeriggio, i che i tre ragazzi rapiti giovedi notte sono ancora vivi, e sono detenuti da qualche parte tra le colline della Giudea.
     Sempre il funzionario IDF: " Non stiamo agendo alla cieca e senza guida ", e ancora "L'IDF ha molta familiarità con le infrastrutture di Hamas ' a Hebron"