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giovedì 28 agosto 2014

Netanyahu: Hamas ha subito il peggior colpo della sua storia senza realizzare nessuno dei suoi obiettivi



traduzione di Israele.net, articolo di Jerusalem Post, Times of Israel
"Mentre le Forze di Difesa israeliane hanno raggiunto gli obiettivi della loro missione a Gaza, Hamas non è riuscita a imporre nessuna delle condizioni che aveva cercato di strappare in cambio del cessate il fuoco. Lo ha detto mercoledì sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa nella quale ha parlato dell’operazione anti-terrorismo “Margine protettivo” iniziata lo scorso 8 luglio.
“Hamas ha subito il colpo peggiore dalla sua fondazione” ha detto Netanyahu, che ha inoltre sottolineato l’isolamento di Hamas nel recente conflitto. Israele, ha detto, è riuscito a dimostrare alla comunità internazionale “le dimensioni dell’estremismo islamista di Hamas, e come Hamas, ISIS e al-Qaeda siano tutti parte della stessa famiglia”. E ha convinto il mondo “che l’obiettivo a lungo termine deve essere il disarmo” della striscia di Gaza. La comunità internazionale, ha detto Netanyahu, si è resa conto che il mondo arabo, salvo poche eccezioni, non si è schierato con Hamas. “Questo segna un cambiamento”, ha osservato, giacché ex stati nemici si ritrovano ora a cooperare nella lotta contro gli islamisti estremisti in Medio Oriente. La collaborazione tra forze moderate per distruggere lo “Stato Islamico” apre la strada a “nuove opportunità” e a un nuovo orizzonte diplomatico per Israele. 
Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha aggiunto Netanyahu, “deve scegliere da che parte stare, e noi speriamo che continui a cercare la pace con Israele: siamo sempre ansiosi di trovare validi interlocutori di pace per risolvere il conflitto, e saremmo ben lieti che le forze di Abu Mazen tornassero nella striscia di Gaza”. Ma se Hamas ricominciasse da domani a scavare tunnel terroristici, ha aggiunto il primo ministro, Israele “avrebbe tutto il diritto difendersi”.

La missione di Israele a Gaza era chiara, ha poi detto Netanyahu: “Colpire duramente le strutture di Hamas e garantire un prolungato periodo di pace per la popolazione israeliana. E infatti Hamas è stata colpita duramente. Mille terroristi uccisi, compresi molti comandanti; distrutte migliaia di arsenali, rampe di lancio e nascondigli di armi, insieme a centinaia di covi e centri di comando”, mentre le batterie “Cupola di ferro” e i pronti interventi contro i commando di terroristi infiltrati dai tunnel e dal mare hanno impedito a Hamas di compiere “le stragi di civili israeliani” che ha cercato per tutto il tempo di realizzare. Netanyahu ha ricordato che sin dall’inizio dell’operazione Israele ha accettato incondizionatamente tutti i cessate il fuoco proposti dall’Egitto e da altri, mentre Hamas ha sempre cercato di imporre le sue condizioni, facendo saltare ben undici tregue. “Ma Hamas non ha realizzato nessuna delle sue condizioni – ha poi sottolineato – Per smettere di lanciare razzi pretendevano un porto e non l’hanno ottenuto; pretendevano un aeroporto e non l’hanno ottenuto; pretendevano la scarcerazione dei terroristi riarrestati dopo il rapimento e assassinio dei tre ragazzi adolescenti israeliani e non l’hanno ottenuta; pretendevano risarcimenti e fondi per pagare gli stipendi dei loro uomini e non li hanno ottenuti; pretendevano che i negoziati fossero condotti dalla Turchia o dal Qatar e non l’hanno ottenuto”. 
D’altra parte, ha continuato Netanyahu, Israele è sempre stato pronto a sostenere la riabilitazione umanitaria di Gaza, a condizione di poter controllare il materiale che entra nella striscia di Gaza perché non venga usato dai terroristi, e questo è ciò che accadrà.



Netanyahu ha riconosciuto che sconfiggere completamente le organizzazioni terroristiche è impresa quasi impossibile per gli stati democratici e ha fatto l’esempio degli Stati Uniti che non hanno sconfitto totalmente al-Qaeda. “Non posso dire con certezza che sia stato raggiunto l’obiettivo di una calma duratura – ha detto – ma certamente è stato raggiunto l’obiettivo di infliggere a Hamas un duro colpo. E se Hamas dovesse ricominciare a sparare, Israele risponderebbe con ancora più forza di quanta ne abbia impiegata prima di quest’ultimo cessate il fuoco”.
Hamas è rimasta “sorpresa dall’intensità della nostra risposta” alla sua violazione dell’ultima tregua, martedì scorso. “Avevo detto che non avremmo accettato una continua guerra d’attrito – ha ricordato Netanyahu – e che avremmo reagito per porvi fine”. Quando sono morti alcuni capi e sono crollati interi palazzi usati dai terroristi, Hamas ha dovuto capire che il prezzo era troppo alto. “Non intendiamo tollerare uno stillicidio di razzi su nessuna parte di Israele”, ha spiegato.
Hamas, ha detto Netanyahu, fa di tutto per presentare un’immagine di vittoria, ma sappiamo cosa rischiano i palestinesi che non partecipano alle celebrazioni. In realtà, secondo il primo ministro israeliano, le operazioni a Gaza e le conseguenti trattative al Cairo hanno dimostrato che la strategia di Hamas basata sulla violenza e la guerra, oltre che costare prezzi altissimi non consegue nessuno dei suoi obiettivi.
Netanyahu ha elogiato l’unità e il sostegno dimostrati dalla popolazione di Israele nei 50 giorni di combattimenti e ha aggiunto: “Quelli di Hamas non si rendono conto di quanto sia forte e unita la nostra nazione”.

(Da: Jerusalem Post, Times of Israel, 27.8.14)

mercoledì 13 agosto 2014

The empty spaces in Gaza

di Alan M. Dershowitz
5 agosto 2014

link originale gaza-population-density

Quante volte avete sentito dalla televisione o avete letto nei media che la Striscia di Gaza è "la zona più densamente popolata del mondo?" Ma ripetere questa asserzione non le conferisce veridicità. Nella Striscia, esistono delle zone ad alta densità di popolazione, soprattutto Gaza City, Beit Hanoun e Khan Younis, ma ci sono anche delle aree molto meno popolate fra queste città. Basta guardare su Google Earth o questa mappa della densità di popolazione.
Il fatto che nella Striscia di Gaza ci siano delle aree scarsamente popolate solleva alcuni importanti interrogativi di ordine morale. 
Innanzitutto, perché i media non mostrano gli spazi relativamente aperti della Striscia di Gaza? Perché mostrano solo le città densamente popolate? 
Esistono diversi motivi possibili. 
Nelle aree a bassa densità di popolazione, non ci sono combattimenti in corso, pertanto mostrarle sarebbe noioso. Ma è proprio questo il punto: si possono mostrare le zone da cui Hamas potrebbe lanciare razzi e costruire tunnel? No, è meglio non farlo. O forse il motivo per cui i media non mostrano quelle zone è che Hamas non glielo permette. Anche questa potrebbe essere una notizia che vale la pena riportare.

In secondo luogo, perché Hamas non utilizza le zone a scarsa densità di popolazione per lanciare i suoi razzi e costruire i tunnel? Se lo facesse, il numero delle vittime fra i civili palestinesi diminuirebbe drasticamente, ma il tasso di vittime fra i terroristi di Hamas aumenterebbe notevolmente.
Questo è esattamente il motivo per cui Hamas seleziona le aree a scarsa densità di popolazione da cui sparare e scavare. La differenza fra Israele e Hamas è che Israele usa i propri soldati per proteggere i civili, mentre Hamas utilizza i civili per proteggere i propri terroristi. Ecco perché la maggior parte delle vittime israeliane sono soldati e la maggior parte delle vittime di Hamas sono civili. 
L'altro motivo è che Israele costruisce rifugi per i propri civili, mentre Hamas costruisce rifugi solo per i propri terroristi lasciando intendere che la maggior parte delle vittime sia fra i civili usati come scudi.
Il diritto [internazionale umanitario, N.d.T.] è chiaro: usare i civili come scudi umani – come impone il manuale di guerra di Hamas – è un indiscutibile crimine di guerra. Non ci sono eccezioni né questioni di sfumature, soprattutto quando esistono delle alternative. 
D'altra parte, è permesso colpire obiettivi militari legittimi, come razzi e tunnel del terrorismo, a meno che il numero delle perdite previste fra i civili non sia sproporzionato rispetto all'importanza militare dell'obiettivo. 
Si tratta di una questione di valutazione, spesso difficile da calcolare nella nebbia della guerra. Il diritto è chiaro anche nel caso in cui un criminale prende qualcuno in ostaggio e usa quell'ostaggio come scudo dietro il quale sparare ai civili o alla polizia; ma se i poliziotti reagiscono e uccidono l'ostaggio, colpevole dell'uccisione sarà il criminale e non il poliziotto. È così anche per Hamas: se esso usa scudi umani e l'esercito israeliano risponde al fuoco uccidendo qualcuno degli scudi, bisognerà ritenere Hamas responsabile delle loro morti.

Il terzo interrogativo di ordine morale consiste nel chiedersi perché le Nazioni Unite tutelino i diritti dei civili palestinesi nel bel mezzo delle zone da cui Hamas lancia i razzi? Hamas ha deciso di non utilizzare le aree scarsamente popolate per lanciare razzi e scavare i tunnel. Per questo motivo, le Nazioni Unite dovrebbero usare tali aree come luoghi di rifugio. Poiché la Striscia di Gaza è relativamente piccola, non sarebbe difficile trasferire i civili in queste zone più sicure. In tali zone dovrebbe vigere il divieto di combattere e si dovrebbero costruire dei rifugi temporanei – montando delle tende, se necessario – come luoghi per dare asilo agli abitanti delle città affollate. Si dovrebbe evitare che ogni combattente di Hamas, ogni esperto di missili e ogni costruttore di tunnel entri in queste zone di rifugio. In tal modo, Hamas non potrebbe far uso di scudi umani e Israele non avrebbe alcun motivo di sparare vicino a questi santuari delle Nazioni Unite. Ne conseguirebbe un notevole risparmio di vite umane.
Invece le Nazioni Unite stanno facendo il gioco di Hamas, dando riparo ai civili proprio accanto ai combattenti, alle armi e ai tunnel di Hamas. E poi l'Onu e la comunità internazionale accusano Israele di fare esattamente ciò che Hamas intendeva che lo Stato ebraico facesse: ossia sparare contro i suoi terroristi e uccidere i civili protetti dalle Nazioni Unite. È un gioco cinico quello giocato da Hamas, ma che non avrebbe successo senza la complicità delle agenzie dell'Onu.
L'unico modo per garantire che la strategia di Hamas di utilizzare scudi umani per massimizzare il numero delle vittime tra i civili non si ripeta costantemente è che la comunità internazionale e le Nazioni Unite non la incoraggino né la facilitino, come fanno attualmente. Il diritto internazionale deve essere applicato contro Hamas per il suo doppio crimine di guerra: utilizzare i civili come scudi umani per sparare contro obiettivi civili israeliani. Se questa tattica subisse una battuta d'arresto, allora Israele non avrebbe alcun bisogno di ricorrere all'autodifesa. 
Applicare il diritto bellico solo a Israele non servirà, perché qualsiasi paese che si trova a far fronte a lanci di razzi e ad attacchi attraverso tunnel contro i propri civili inevitabilmente reagirà. Quando i combattenti e i costruttori di tunnel si nascondono dietro degli scudi umani, ci saranno immancabilmente delle vittime fra i civili – non intenzionali da parte di Israele, programmate da parte di Hamas – indipendentemente da quanto siano cauti i difensori. Se Israele fa del suo meglio per ridurre al minimo il numero delle vittime fra i civili, Hamas invece fa del suo meglio per massimizzare il numero delle vittime tra la popolazione civile. Ora spetta alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale fare del loro meglio per trovare una soluzione e non per diventare parte del problema.

Niente da aggiungere, lapalissiano, talmente ovvio da essere non compreso da troppa parte dell'opinione pubblica ma anche dalle stesse organizzazioni umanitarie.Certo oggi Andrew Cuomo, governatore di New York, ricevuto con una delegazione in Israele dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha cosi detto: "Gli Stati Uniti sono sempre stati grandi alleati di Israele in tanti modi.Come newyorkesi, noi abbiamo molti legami, legami familiari, legami culturali, storici, tanto da renderli molto forti. E parlo a nome di tutti i newyorkesi quando dico: siamo solidali con Israele. La lotta che state combattendo è contro il terrore. 
Vi auguriamo la pace, ognuno spera che si fermino i delitti per dare posto alla pace. Lo so che è la vostra speranza. Lei è stato chiaro ed eloquente sull’argomento ma noi capiamo che Israele deve difendersi. La scoperta dei tunnel, l’ho trovato molto preoccupante. L'approccio del nemico, il costante lancio di missili e il successo degli Iron Dome, ma deve finire e noi lo sappiamo. Preghiamo per la pace. Noi siamo dalla parte vostra.”

 
E cosa pensano gli abitanti di Gaza di Hamas?A metà giugno,  in un sondaggio commissionato dal centro studi statunitense il Washington Institute for Near East Policy, era emerso che il 70% degli abitanti di Gaza riteneva che Hamas dovesse “mantenere una tregua con Israele”, l’88% che l’Autorità Nazionale Palestinese dovesse “mandare i suoi funzionari a Gaza e governare” il 57% sosteneva che Hamas avrebbe dovuto accettare un governo palestinese che riconoscesse lo Stato d’Israele e rinunciasse alla violenza.

Un altro dato, fornito da uno studio del centro di ricerca Palestinian Center for Policy and Survey Research, aveva messo in evidenza che il sostegno ad Hamas, che si era ridotto dal 45% al 24% dopo la sua presa del potere nella Striscia di Gaza nel 2006, era aumentato fino al 40% dopo che Israele aveva imposto l’embargo nel 20
07.
(fonte israele-blocco-gaza )Hamas ha problemi di "tenuta" e spinge Israele ad una guerra per fare in modo che i cittadini di Gaza le ridiano il consenso perduto?

martedì 12 agosto 2014

I GAZAWI DEVONO LIBERARSI DI HAMAS



Di Bassem Eid, attivista per i diritti umani e commentatore politico

Per 26 anni ho dedicato la mia vita alla difesa dei diritti umani. Ho visto guerre e terrore. E ancora il mese scorso, ci sono stati momenti molto difficili nella mia vita.
Vivo a Gerusalemme Est e sono testimone della distruzione della vita attorno a me. La Highway 1 è ancora una volta diventata la linea di demarcazione tra l’est e l’ovest. I palestinesi attaccano i semafori della capitale, la ferrovia e le centrali elettriche. Ma io non posso accettare che questa protesta sociale sia in realtà solo la voglia di far vendetta. 

La coesistenza per cui mi sono battuto per tutta la vita è stata condannata nelle piazze della città. Non c’è dubbio che la morte e la distruzione di Gaza sia stato uno tsunami. Entrambi i popoli stanno soffrendo, ma ognuno di loro non vuol vedere il dolore dell’altro, cosicché il dolore peggiora sempre di più. E ancora, come palestinese, devo ammetterlo: sono parzialmente responsabile di quel che è accaduto. Noi non possiamo più negare la nostra responsabilità della morte del nostro popolo. Gran parte dei palestinesi non è favorevole all’attacco missilistico contro Israele. Hanno capito che i missili non portano a niente. Hanno esortato Hamas a fermare l’attacco, sapendo che portava solo alla morte del proprio popolo. 

Sapevamo che Hamas stava scavando i tunnel che avrebbero portato alla nostra distruzione. Lo sapevano tutti. 


E Hamas sapeva che un attacco contro Israele avrebbe causato parecchie vittime ma i suoi leader sono più interessati alle proprie vittorie che alle vite del loro popolo. Infatti Hamas confida nella morte perché gli conferisce potere, gli permette di raccogliere fondi per comperare armi. Hamas non è mai stato interessato a liberare i palestinesi dall’occupazione. E Israele non sarà mai in grado di distruggere le sue infrastrutture. Solo noi, il popolo palestinese, possiamo farlo. 
Dovevano essere gli abitanti di Gaza a ribellarsi contro Hamas. Noi sapevamo quello che stavano facendo ma li abbiamo lasciati fare, abbiamo permesso loro di fare il loro comodo. 
La morte ci insegnerà qualcosa? Lo spero. La morale è che dobbiamo liberarci di Hamas, demilitarizzare Gaza e aprire i valichi.
Lo dico da palestinese leale alla causa. Sto dicendo tutto questo perché sono preoccupato per il mio popolo.


Da ynetnews

giovedì 7 agosto 2014

Discorso del Primo Ministro B. Netanyahu 6.8.2014


L'obiettivo dell'operazione "Margine protettivo" era e rimane quella di  proteggere i civili israeliani, proteggere il nostro popolo da circa 3.500 razzi, tremilacinquecento razzi che Hamas e gli altri gruppi terroristici hanno sparato sulle nostre cittàsui i nostri civili, sui nostri figli nell'ultimo mese.  
L'obiettivo di questa operazione era quello di proteggere il nostro popolo dalla minaccia di tunnel del terrore, costruiti per inviare squadroni della morte in Israele, a commettere atrocità terroristiche contro la popolazione civile di Israele, rapire e uccidere cittadini israeliani.

Israele si rammarica profondamente per ogni vittima civile, ogni singolo individuo. Non abbiamo voluto colpire i civili, non abbiamo cercato questi obiettivi.    
La gente di Gaza non è il nostro nemico. Il nostro nemico è Hamas; il nostro nemico sono le altre organizzazioni terroristiche che cercano di uccidere la nostra gente. E abbiamo dovuto prendere misure straordinarie, eccezionali  per evitare vittime civili.  
La tragedia di Gaza è che è governata da Hamas - un gruppo terroristico tirannico e fanatico che apprezza invece il fare vittime civili. Anzi vogliono vittime civili. Li usano come  carne da macello. Quindi non è che non li vogliono; lo vogliono eccome. E questo lo dicono apertamente. Infatti Hamas ha adottato una strategia di  abusi e sacrifici dei civili di Gaza. Li usano come scudi umani; li mettono in pericolo per deliberatamente aumentare il bilancio delle vittime. Hamas lancia  suoi razzi contro Israele dalle scuole, dagli ospedali, dalle moschee.  
Lo abbiamo visto lo hanno visto anche i giornalisti a gaza..i missili partono dai quartieri urbani, e proprio accanto alle scuole dove i giornalisti stessi sono alloggiati

Naturalmente quasi tutti sostengono il diritto di Israele di difendersi  e apprezziamo coloro che la pensano così, che comprendono la situazione.
Ma ci sono anche quelli che si rifiutano di riconoscere o di lasciare ad Israele, l'esercizio di tale diritto. Essi avrebbero permesso ad Hamas di attaccare impunemente, perché ritengono che Israele non dovrebbe e non avrebe douto prendere provvedimenti contro di loroMa questo è ovviamente un errore. E 'un errore morale, ed un  errore operativo. Perché questo sarebbe convalidare e legittimare l'uso di Hamas di scudi umani, e sarebbe consegnare un enorme vittoria per i terroristi ovunque siano e avere un effetto devastante per le società libere che stanno combattendo il terrorismo.

Se ciò dovesse accadere, sempre più civili morirebbero,  in tutto il mondo, perché questo per ora è come una "prova generale".  
Può una organizzazione terroristica lanciare migliaia di razzi contro le città di una democrazia? Può un organizzazione terroristica incorporarsi in aree civili? Può scavare tunnel del terrore verso aree civili Possiamo accettare una situazione in cui i terroristi sarebbero stati esonerati da colpe e le vittime invece accusate?

Questo è il problema che va affrontato oggi per quanto riguarda Israele; il nostro Paese si trova di fronte alla comunità internazionale e pone il problema del gesto  di terroristi radicali che stanno attaccando grandi città, le popolazioni civili e che portano avanti una tattica terribile, quale Hamas sta compiendo.
Questo è esattamente ciò che ISIS sta facendo, ciò che Hezbollah sta facendo, ciò che Boko Haram sta facendo. Che Hamas sta facendo, ed è  ciò che Al-Qaeda sta facendo.  
Questo è un test per il mondo civilizzato, ccidentale: che atteggiamento ha e avrà la comunità internazionale nei confronti di Israele - una democrazia che con mezzi legittimi ha reagito nei confronti di questi crimini di guerra 
 Il test è per il mondo civilizzato: come è o sarà in grado di difendersi.

Israele ha accettato -mentre Hamas ha respinto - la proposta di cessate il fuoco egiziana del 15 luglio. Ora voglio che sappiate che in quel momento, il conflitto aveva causato circa 185 vite. Solo nella notte di Lunedi ha Hamas finalmente accettato di quella stessa proposta, che è entrato in vigore ieri mattina. Ciò significa che il 90%, un pieno 90% dei decessi in questo conflitto avrebbe potuto essere evitato se Hamas non avesse respinto, allora, il cessate il fuoco che invece accetta ora.

Hamas deve essere ritenuta responsabile per la tragica perdita di vite umane. Deve essere ostracizzato dalla nazioni per il suo abuso cinico dei civili, e le deve  essere impedito il riarmo come accordo parte della smilitarizzazione generale di Gaza. Questo è il modo sicuro per garantire che questo conflitto non si ripeterà. E sono molto contento che il segretario Kerry e altri hanno messo in evidenza la necessità di smilitarizzare Gaza. Questo è un obbligo palestinese assunto da tempo e mai ancora attuato. Impostare di nuovo questo obiettivo a lungo termine è importante per Israele, è importante per la gente di Gaza e per tutti noi che vogliamoo vedere la fine delle violenze e la fine della sofferenza.

Ogni vittima civile è una tragedia. Una tragedia del proprio lavoro di Hamas. Penso che il premio Nobel Elie Wiesel abbia ben espresso la sitauzione quando ha detto che Hamas è impegnata in sacrifici di bambini.  
E per il bene di tutti i nostri figli deve esserle impedito di farla ancora franca.


Foto: Haim Zach, GPO

mercoledì 30 luglio 2014

Hamas e Corea del Nord : accordo per la fornitura di missili e armi. Un affare del valore di centinaia di migliaia di dollari



I militanti di Hamas stanno negoziando un nuovo accordo per la fornitura di armi dalla Corea del Nord. 

Il braccio armato del movimento politico islamico riceverà missili e apparecchiature militari, un arsenale che gli permetterà di mantenere la sua offensiva contro Israele.
Pare infatti che l'accordo tra Hamas e la Corea del Nord ammonti a  centinaia di migliaia di dollari e venga  gestita da una società commerciale libanese con stretti legami con l'organizzazione palestinese militante e terrorista di  Beirut.

Secondo la stampa (Telegraph, JPost, Washington Post) Hamas avrebbe già effettuato un pagamento iniziale in contanti, per chiudere l’affare, e spera ora che la Corea del Nord inizi presto la spedizione di forniture extra di armi.

Hamas è alla ricerca di modi per ricostituire le proprie scorte di missili a causa del grande numero di razzi sinora sparati  contro Israele nelle ultime settimane", ha spiegato un funzionario della sicurezza. "La Corea del Nord è un luogo ovvio per cercare forniture, perché Pyongyang ha già stretti legami con un certo numero di gruppi terroristici islamici militanti in Medio Oriente."

Come altri gruppi terroristici islamici della regione, come Hezbollah, Hamas ha instaurato stretti legami con la Corea del Nord, che è pronta a sostenere i gruppi che si oppongono agli interessi occidentali nella regione.
Il rapporto tra Hamas e la Corea del Nord è diventato di dominio pubblico nel 2009, quando 35 tonnellate di armi, tra cui razzi terra-terra e granate, sono stati sequestrati dopo che un aereo cargo che trasportava  il materiale è stato costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Bangkok . Gli investigatori poi hanno confermato che il carico di armi era  destinato all'Iran, da cui poi le armi vegnono smistate e contrabbandate  a Hezbollah in Libano e ad  Hamas a Gaza.
A seguito del continuo lancio di razzi verso Israele, che ormai perdura da settimane, le scorte missilistiche di Hamas diminuiscono e i il gruppo terroristico ha tutte le intenzioni di ricostituire le proprie scorte di armi, rifocillare il proprio arsenale e pertanto cerca collaborazione nella Corea del Nord . 
Fonti militari israeliane ritengono che esperti nordcoreani abbiano fornito assistenza ad Hamas in merito alla costruzione della vasta rete di tunnel a Gaza, permettendo così ai combattenti di contrabbandare le armi senza essere scoperti dai droni israeliani, che mantengono una costante operazione di monitoraggio su Gaza.
I nordcoreani hanno uno dei network più sofisticati al mondo in tema di gallerie in esecuzione sotto la zona demilitarizzata con la Corea del Sud, ei comandanti israeliani ritengono che Hamas abbia usufruito di  questa esperienza per migliorare la propria rete di tunnel.

L'arsenale di Hamas è diventato sempre più sofisticato, con l'assistenza estera e ora vanta cinque varianti di razzi e missili. La sua arma di base è il razzo Qassam iraniano-progettato con una gittata di meno di dieci miglia, ma ha anche una grande riserva di Katiuscia 122 millimetri, che vantano una gittata fino a 30 miglia.


La Corea del Nord, al momento, ha respinto le accuse di aver fornito missili di Hamas e materiali a sostegno per  Hezbollah definendole  "finzione pura" e uno sforzo per collegare Pyongyang alle controversie Medio Oriente. 

martedì 22 luglio 2014

Aharon Appelfeld: I TERRORISTI PROTEGGONO SE STESSI NON LA LORO POSIZIONE. LA VITA UMANA NON CONTA"


Nei giorni scors è apparsa su La Stampa questa bella intervista che il grande scrittore israeliano Aharon Appelfeld ha rilasciato ad Alain Elkan.
Ve la riporto

"Aharon Appelfeld vive quasi come un recluso nella sua casa, in un paesino vicino a Gerusalemme. Quando suona l’allarme scende in cantina con la moglie, come chiunque altro in Israele in questi giorni.
«Tutti i ricordi della seconda guerra mondiale mi stanno ritornando in mente e sono sicuro che questo accada a tutti i sopravvissuti dell’Olocausto e a quelli della guerra dei sei giorni e di quella dello Yom Kippur. Non è facile vivere quando tutte le nostre città sono sotto l’attacco dei razzi. Generalmente si ha l’idea che Israele sia un Paese molto forte, armato bene. E nondimeno un piccolo gruppo di terroristi, forse 5000 o 7000, opposti a un Paese di più di 6 milioni di persone, hanno scavato e costruito un’altra città 30-40 metri sotto terra e hanno gallerie in grado di raggiungere il territorio israeliano. Questa gente continua a sparare razzi contro di noi. Combatterli sul terreno per Israele significa una battaglia casa per casa, sarà un confronto brutale e questo diventa un vero problema. Risolvere il problema significa che dobbiamo essere molto crudeli e questo moralmente non è facile da fare. È possibile che ci siano molti morti, da entrambe le parti. Ma che cosa fare contro terroristi che hanno una città sotterranea? È un terribile dilemma».
 
Ci sono altre soluzioni?
«La proposta di Israele è di smilitarizzare Gaza, ma dubito che i terroristi accettino».
Com’è lo stato d’animo di un israeliano?
«Sono molto forti, ma naturalmente soffrono ogni volta che c’è un nuovo allarme anche se sanno che i razzi vengono intercettati. Io stesso vivo chiuso in casa. Ogni cinque minuti suonano le sirene, soprattutto sulla costa, meno a Gerusalemme».
 
Ma cosa ne pensa?
«Pensavamo che venendo qui avremmo smesso di soffrire. Venire qui aveva una logica, è il Paese in cui gli ebrei, la loro cultura e la loro fede sono nate. All’inizio c’erano solo mezzo milione di ebrei, mezzo milione di arabi e il deserto. Ma per rispondere alla domanda, come si sentono gli israeliani, c’è una sorta di solidarietà tra le persone. In tempo di pace ci sono molti litigi ma improvvisamente diventano insignificanti di fronte alla guerra».
Pensa che la guerra sia destinata a durare?
«Non sarà breve, perché Israele non può lasciare un tale arsenale vicino alla frontiera. Solo per fare un esempio, pensiamo che tredici uomini ben armati sono sbucati da un tunnel nella notte per distruggere una piccola città israeliana. Questo vuol dire che i loro tunnel si spingono molto all’interno del territorio israeliano. Sono orripilato all’idea che tutti i soldi dati ai poveri palestinesi siano finiti così, nella costruzione dei tunnel».
 
E gli altri Paesi arabi?
«Siamo molto fortunati perché Hamas è diventato un nemico dell’Egitto. Siria e Iraq hanno altri problemi. Per fortuna abbiamo fatto la pace con l’Egitto e la Giordania».

E l’America e l’Europa?
«L’America si è indebolita, o forse dopo l’Afghanistan e l’Iraq e non sono pronti a investire denaro in altre guerre. Penso abbiano capito che Israele è una roccaforte in quest’area e quindi rafforzano costantemente il loro aiuto. Gli europei vogliono mantenersi in qualche modo neutrali».

Ma non è terribile pensare che i bambini stanno morendo?
«I terroristi proteggono se stessi, non la loro popolazione. La vita umana non conta. Muori e vai in Paradiso. Pare che per loro l’aldilà sia più importante».

lunedì 21 luglio 2014

Israel vs. Hamas





Nelle ultime settimane  abbiamo sempre piu' spesso notizie che giungono da Israele e da Gaza, soprattutto la stampa non perde occasione per mettere in rilievo il comportamento del "feroce Israele" verso il popolo palestinese. E' guerra tra la Palestina, tra i palestinesi ed Israele?
No, ed è grave che nessuna voce (o ben poche) si levi per dire che non è così, Israele non è in guerra con il popolo palestinese, infatti consideriamo che
1) In Israele vivono 1,4 milioni di palestinesi (20% della popolazione israeliana) che non sono in guerra con Israele
2) In Cisgiordania vivono 2,4 milioni di palestinesi, che non sono in guerra con Israele
3) In Giordania vivono 2,5 milioni di palestinesi che non sono in guerra con Israele.
4) In Siria e Libano vivono almeno altri 500 mila palestinesi, che non sono in guerra con Israele. Resta una minoranza di 1,4 milioni di palestinesi che vivono a Gaza (il 17% dei palestinesi dell'area. Senza contare quelli in giro per il mondo). Loro sì (per meglio dire, alcuni di loro), sono in guerra con "gli israeliani" (siano essi civili o militari, ebrei o musulmani.).
Lo scontro dunque, è tra una minoranza dei palestinesi residenti a Gaza e gli israeliani. O, meglio ancora, tra una minoranza di estremisti palestinesi che da quando Israele si è ritirato da Gaza lancia quotidianamente razzi su Israele, e un Paese che si è stufato di riceverli. La controprova? Israele non ha problemi con gli altri 6,8 milioni di palestinesi (quelli che non gli lanciano quotidianamente missili sulla testa dal 2006).

Ieri la stampa è stata occupata a tarsmettere notizie relative all'attacco nel quartiere di Shuja'iya e ho sentito telecronisti paragonare il fatto al massacro di Sabra e Chatila (!! tra l'altro imputabile ai falangisti libanesi! Ma tant'è..)
Oggi la BBC fa un mea culpa e ammette che nel trasmettere le informazioni sull'azione militare nel quartiere di Shuja’iya, il reporter ha omesso di contestualizzare l'intero scenario
1) che quella zona era quella avvisata dall' IDF dove si chiedeva che venisse interamente evacuata
2) che tutti i morti elencati dal servizio sono definiti come CIVILI ma che non sono tutti civili (anzi la maggior parte sono combattenti)
3) che il Wafa hospital in Shuja’iya è stato oggetto di scontri con l' IDF proprio perchè da li provenivano gli attacchi

Domenica 20 luglio il Primo Ministro Netanyahu ha tenuto un discorso di cui lascio link, il discorso è in ebraico ma è sottotitolato in inglese.  

Il sunto è questo:
“L'intera nazione è con le famiglie dei caduti. Dobbiamo chinare il capo di fronte a chi è  caduto in modo che potessimo continuare a vivere qui.
Vorrei dirvi che è una guerra giusta quella in cui uno tra noi cade come eroe.  Completiamo la missione  che abbiamo iniziato  portiamo la pace e la sicurezza al sud, il centro e tutte le parti del paese.
Proviamo profondo dolore e inviamo le nostre condoglianze alle famiglie dei soldati caduti.
Israele non ha scelto questa guerra, ci è stata imposta. Ma ora che ci siamo, continueremo fino a quando necessario. Stiamo combattendo per le nostre case. Hamas ha investito nei razzi e nei tunnel anni di lavoro ed enormi capitali, con l’obiettivo di compiere mega attentati terroristici e rapimenti. Se non avessimo scoperto quei tunnel, i risultati sarebbero stati dei catastrofici attacchi a comunità, asili, mense. Questi erano i piani di Hamas. Hamas è rimasta sorpresa dalla forza di Israele e dal successo dei nostri sistemi difensivi. Pensavano di ridurre Tel Aviv in rovine, ma Tel Aviv non è in rovina. I capi di Hamas non vanno nei rifugi: loro ci vivono nei rifugi, facendosi beffe degli abitanti palestinesi che restano allo scoperto. L’operazione in corso a Gaza è parte della storica battaglia di Israele contro il terrorismo. È un’operazione in più fasi e col tempo il problema sarà risolto, militarmente o diplomaticamente o mediante una combinazione di entrambi.
È impossibile sostenere che Israele ha scelto questa escalation. Pertanto è Hamas che porta le conseguenze della sua aggressione.
Stiamo facendo di tutto per non colpire gli abitanti di Gaza, mentre Hamas fa di tutto perché che gli abitanti di Gaza vengano colpiti. Dunque è Hamas e solo Hamas che porta la responsabilità per i danni agli abitanti di Gaza”. Rispondendo alle domande, Netanyahu ha ricordato che nel 2005, al momento del disimpegno di Israele da Gaza, aveva detto: “Se lasciamo Gaza, avremo i missili su Ashdod. Se lo lasciamo, quel territorio diventerà un Hamastan sostenuto dall’Iran, ed è quello che è successo. Ora stiamo cercando, per come possibile, di ribaltare questa realtà. La verità è che sgomberare un territorio, in Medio Oriente, significa ritrovarsi con forze islamiste di un tipo o l’altro”.


  "Sapevamo", ha detto oggi incontrando il capo di stato maggiore, "che sarebbe potuta essere un'operazione a lungo termine ma "il popolo eterno" (gli ebrei) non si fa spaventare da un lungo viaggio". 
Netanyahu ha anche replicato duramente alle critiche dell'omologo turco Recep Tayyip Erdogan, secondo il quale gli israeliani "hanno soprassato Hitler in barbarie": "Erdogan parla come l'Iran ed al Qaeda", le due entita' che da fronti diversi dell'Islam, secondo Israele puntano alla distruzione dello Stato ebraico. Da ultimo Netanyahu ha anche ringraziato Barack Obama per il sostegno degli Stati Uniti.

Intanto i missili su Israele hanno superato quota 18.000!!  
Hamas si rende conto che Israele le è militarmente superiore, sa benissmo che provocare (e questo dal 2006!) con missili lo stato israeliano non puo' non avere delle conseguenze, ma continua imperterrito.. Questo in totale spregio della propria gente. Viola le tregue umanitarie che essa stessa chiede, utilizza i civili palestinesi come scudi umani. 
Forse è pu' corretto dire che è Hamas in guerra con i palestinesi..
E mentre Hamas spara razzi, viola tregue, mette a rischio i propri bambini, ecco cosa accade in Israele ( e riporto da www.israele.net)


"Quando hanno suonato le sirene allo Sheba Medical Center di Tel Hashomer, una équipe di chirurghi israeliani ha continuato a operare un bambino palestinese, accanto a un bambino israeliano, benché il reparto di terapia intensiva non sia adeguatamente protetto dalla minaccia dei razzi. Il piccolo palestinese, affetto da malformazioni congenite multiple, era arrivato all’ospedale collegato a un respiratore. “Aveva bisogno di una tracheotomia d’urgenza, quando è suonato l’allarme – spiega Marina Rubenstein, medico presso l’unità di terapia intensiva pediatrica dello Sheba Medical Center – I nostri medici non si sono nemmeno mossi dal lettino. La nostra responsabilità è verso i bambini, indipendentemente dalla loro origine o religione. I bambini non sono responsabili della situazione, ma forse questi bambini un giorno ricorderanno il trattamento che hanno ricevuto qui e diventeranno ambasciatori di pace”.

Israele.net, 20/07/2014